Francesca Greco


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Pensieri


..... PENSIERI DEL MESE .....


Frasi tratte dallo splendido libro
“Anime indesiderate, bambini che non hanno potuto nascere”,
Daniel Meurois-Givaudan, Ed. Amrita


E' qui (= in Cielo, n.d.r.), come sai, che riprendiamo le forze, che cerchiamo di curare le ferite dell'anima, che facciamo il punto con noi stessi su ciò che non abbiamo capito, su ciò che resta da imparare. Ed è qui, che finiamo di raccogliere gli strumenti necessari a preparare la prossima vita che, prima o poi, si dischiuderà.“la prossima vita”, ma francamente essa spesso viene percepita come la prossima morte!

“Lui è un'altra cosa, l'ho visto. Dice di no, che l'anima non esiste. Non perché sia contrario, ma solo perché la cosa gli fa paura. Se scoprisse che l'anima è una realtà, il suo mondo interiore ne sarebbe così sconvolto con tutta la sua apparente coerenza, che sarebbe come un bambino smarrito di fronte a una bomba. Non ce l'ho neppure con lui, tuttavia. Quasi tutti sono così, lo sai bene. La gente è meno adulta di quello che sembra!non affrontare le proprie paure, sceglie di vivere con le persiane chiuse. Così l'orizzonte non cambia, e non c'è il rischio di avere le vertigini, e soprattutto la cosa rende le persone un po' meno responsabili. “Prima del corpo non c'era niente, e dopo il corpo ovviamente non c'è niente!” Non è forse più semplice così? Allora un aborto diventa solo un dettaglio tecnico. Sono stata un dettaglio, vedi? E' questo tipo di constatazione che ferisce il cuore…”

“Permettici di chiederti, innanzitutto, se conosci la prossima tappa del tuo viaggio”.
“A dire il vero sì, so dove andrò fra due mesi”.
“Vuoi dire che di sapere dove andrai ma, in realtà, ancora non puoi sapere se quel viaggio lo farai davvero o no. Tutto ciò che è proiettato sulla terra resta il frutto di un atteggiamento di fiducia, una sorta di scommessa, non è vero? Ebbene, anche per noi, qui, è la stessa cosa! Formuliamo delle speranze, proiettiamo dei viaggi, puntiamo su di essi… Vedi, il destino di ogni essere si scrive istante per istante! Le lettere non sono, però, tracciate una volta per tutte, sicché, anche dal nostro punto di vista, restano sempre incognite da decifrare, rischi da assumersi, scommesse da fare. Nessuno di noi, quale che sia il mondo in cui viviamo, si trova sulle rotaie: ogni secondo di vita che scorre può diventare un incrocio. Ci hai mai pensato?un essere è prossimo all'incarnazione, lo fa con un numero incredibile di probabilità, di rischi, di potenziali che già sono impressi in lui.”

La Vita, vedi, per definizione cerca continuamente e instancabilmente di intrufolarsi ovunque ci sia anche uno spazio minuscolo atto a riceverla. La vita va avanti…. Trasforma ogni prova in un terreno di crescita. La Forza che si muove in essa ignora completamente i concetti di successo e insuccesso.

Ma hanno davvero fallito a una sorta… di esame, non accogliendo la sua anima? (si riferisce ad un aborto avvenuto, n.d.r.) Nessuno può dirlo… perché attraverso il loro rifiuto essi cresceranno in modo diverso, e faranno avanzare F in modo diverso. Giudicare è troppo facile… E' un segno di ignoranza!

La biologia sottile delle anime è per tutti identica: tuttavia, nei fatti, una prova resta pur sempre una faccenda individuale e quindi unica.
Si parlava di viaggio, un attimo fa. Per andare da un punto a un punto , percorrendo la stessa strada, non ci sono due uomini o due donne che, interiormente, compiranno un itinerario uguale. Un tragitto non viene vissuto soltanto attraverso il paesaggio; sai bene che lo si percorre per mezzo di un veicolo più o meno rapido, più o meno adeguato… e con più o meno bagagli pesanti a bordo.non parlare dello stato d'animo iniziale in cui lo si intraprende, il che corrisponde al nostro paesaggio più intimo, immagino.
[…] Il viaggio è identico, ma ci sono mille modi di viverlo, ovvero di accettarlo o rifiutarlo.

E in questo sta la storia dell'avventura umana, F! Se dormiamo, ci invischiamo sotto il peso della noia, ma appena incominciamo ad uscire dal torpore per liberarci e prendere il volo, ci imbattiamo in un dolore lacerante. Hai mai visto un seme germogliare senza lacerare ciò che contiene? Credi forse che la forza di Vita che lo anima, per quanto primitiva, non conosca i dolori del parto?

Ed ora, ascolta… Per coloro che avrebbero potuto diventare i tuoi genitori, le regole del gioco non sono diverse, stanne pur certa! P. ed E. si sono posti degli interrogativi proporzionati all'apertura della loro coscienza e della loro sensibilità. Il loro dolore è stato proporzionale al loro cuore e, naturalmente, alla loro capacità di comprensione.

La loro responsabilità? Ma… ovviamente è proporzionale al loro grado di risveglio, o al loro grado di lucidità, se preferisci. Quanto alla mancanza d'amore, questa è un'altra cosa. E' proprio qui il nodo del problema. L'amore che abbiamo in noi non è mai frutto di una cultura ereditata, né di un insieme di informazioni a cui possiamo avere accesso oppure no. E'… un'altra cosa. Sai bene che, a volte, noi lo chiamiamo il barometro dell'anima. Non lo si può innescare come un programma nel funzionamento cerebrale di una persona.

Sì, certo! Ci sono miliardi di coscienze in cerca di un corpo fisico da qualche parte nell'universo. E' esatto. Tuttavia le hai battute tutte, le hai squalificate, semplicemente, perché ciò che tu hai scritto in fondo a te stessa lungo il filo del tempo era straordinariamente rispondente alle pagine bianche del libro che E. e P. avevano intrapreso in comune. E' questa la verità del vostro breve incontro, e di tutti gli incontri che riescono ad accadere. Il caso, qui, non sappiamo cosa sia!

“La nascita, l'aborto, la morte… Tutto questo illustra lo stesso principio. Sono delle metamorfosi. Alcune sopraggiungono in un tempo considerato appropriato, mentre altre sono precipitose. Soltanto il modo in cui siamo capaci di viverle dà loro un impatto maggiore o minore. Dunque, nella nascita come nella morte, un'anima trova il suo cammino… oppure non lo trova, in base al grado di chiarezza che è in lei.

Quanto all'amore, come hai visto, tanto alla partenza quanto all'arrivo è lui il vero passatore, la polverina magica di cui riempiamo i bagagli del viaggiatore perché possa allargargli la strada. Se c'è un dramma, a dire il vero, non è quello della morte; sta piuttosto nel fatto di smarrirsi fra i mondi.
[..] E' quello che accade a moltissimi esseri che sono stati respinti dai genitori. Diventano allora vittime della loro stessa immaturità: il cammino che percorrono fra gli universi diventa tanto sfocato quanto la loro comprensione della vita e di ciò che sono.

Omicidio? Vedi, in questo mondo non vi sono giudici. Sta a ciascuno, in fondo al suo cuore, determinare se è stato o no un omicida. Esseri come noi hanno l'unica funzione di aiutare gli altri a sgomberare la propria giungla interiore.

In coscienza, ciascuno resta l'unico padrone di se stesso, di ciò che ritiene di poter vivere o no. Giudicare le decisioni altrui, condannarle senza appello, ai nostri occhi è un comportamento primitivo.

Ogni individuo, in fondo al cuore, finisce per osservare da sé in modo autentico ciò che ha compiuto, e anche il perché e come l'ha fatto. E.. per essere sinceri, il perchè e il come spesso sono più importanti dell'atto stesso, in quanto rappresentano ciò che seguirà la coscienza in profondità, ciò che dissemina luce o ombra.

Ciò che riempie il cuore, è quanto riempirà la memoria dell'anima. Una volta capito questo principio, si sono comprese molte cose. Siamo allora meno pronti a bandire il tale, o a pronunciare una dura sentenza contro il tal altro.

La questione è molto chiara: nutrirai un risentimento profondo per P. e E.? Se conservi un dolore, se imbrigli una collera, se contieni una violenza, immagazzinandola in fondo a te stessa, ritroverai tutto questo sulla tua strasa, in occasione della tua prossima reincarnazione. Non alimentare, dunque, l'idea che quelli che avrebbero potuto diventare tuoi genitori siano in debito con te, e neppure che la Vita ti debba riparazione di un torto.

I traumi della coscienza sono problemi di digestione dell'anima che non vuole uscire dal suo ruolo di vittima...

Ascolta, la parte più profonda di lei è ciò che lei vi deposita sono affar suo, ma per creare un karma vero e proprio, uno di quelli che restano incollati all'anima, di solito bisogna essere in diversi, e riunirsi intorno al telaio per tesserlo. Diciamo che ci sono esseri dotati di un corpo fisico, che dispongono sul telaio la trama di quelli che, come te, sull'altro lato della scena, hanno la libertà di rispondere oppure no a questo invito a tessere. Una ferita alimentata unilateralmente si spegne prima delle altre.

Dunque, vedi, dopo uno choc come quello dell'aborto, per esempio, il primo che decreta lo stato di pace per sé, necessariamente contagia l'altro. Se si aspetta troppo, l'antidoto sarà più difficile da trovare.

Bisogna che E. e tu piangiate se ne avete bisogno. Sarebbe nocivo trattenere le lacrime. Un lutto va vissuto fino in fondo, deve esaurirsi totalmente per essere superato… Lo capisci? L'essere umano, a volte, funziona come quelle batterie che vanno svuotate interamente di energia prima di poterle rimettere in carica! Torna da E. tutte le volte che puoi, mentre dorme. Non c'è bisogno di parole; abbracciatevi, piangete insieme tutta la vostra tristezza, se ce n'è bisogno!

Non so quante volte si è levato il sole, dal mio ultimo contatto con F. … Non ho contato i giorni. “Lassù” come “quaggiù”, a volte abbiamo bisogno di dormire, e tutto ciò che cerchiamo è un bozzolo di tenerezza.

Ma ne conosco altri, meno forti di me, che per mancanza di parole d'amore hanno ricevuto una ferita profonda nel cuore, in condizioni analoghe alle mie. E, in occasione della loro prossima venuta al mondo sulla Terra, nasceranno con una grave carenza affettiva. Avranno una paura, un senso di mancanza, che nessuna argomentazione “ragionevole” potrà spiegare.

Sono stata davvero ferita, perché il mio handicap non era poi tanto grave… Mi mancava solo il braccio sinistro. Avrei potuto vivere così, capisci. Avrei anche dovuto vivere così: la mia anima aveva qualcosa da imparare, nella pazienza, nella tolleranza e nella compassione. Non sarebbe stato facile, ma l'avevo scelto io… Volevo coltivare quelle virtù.

Gli scenari possibili sono tanti quanti sono gli esseri umani.

Per comprendere appieno la vita e non avere più l'impressione di subirla, bisogna avere il coraggio di visitarla in tutte le sue direzioni, non credi?

Amare, sì... certo! Ma amare davvero, e forte, e a lungo! Nessuno stimolo è possibile, nessuna speranza, nessun risveglio se l'atto di amare non ha questa vastità.

La pietà non è mai una forza ascensionale, e alla fine ti spinge solo nella fossa; abbassa colui che la riceve e soffoca sottilmente chi la offre. pietà, sappiatelo, è il simulacro della compassioneNon esiste un solo mondo in cui, con la pietà, venga intrapresa un'azione di luce; la pietà può al massimo fare da cerotto… ma non genera nessuna guarigione.

Ciò che desideriamo è invece spiegare cosa accade nel cuore di chi si trova preso nella morsa di un atto fisico intollerabile. La sua posizione, la sua sofferenza, spesso strazianti, sono frutto del caso? Certamente no. Sapete bene che l'idea della casualità, l'idea che tutto dipenda da come si tirano i dadi, è l'argomentazione dell'ignorante. Qualsiasi storia di vita è strettamente correlata a un reticolo di miliardi e miliardi di altre storie di vita.

Ogni causa produce un effetto che, a sua volta, diventa causa di un altro effetto… e via così, all'infinito. Per questo non giudichiamo niente e nessuno…. Il nostro compito è accogliere, risvegliare, delucidare, consolare, rinvigorire.

“Sarei capace di amare quest'essere che ha cominciato a venire al mondo dentro di me in un modo così terribile?” (si riferisce ad uno stupro, n.d.r.)la risposta è no, e questa è la maggior parte dei casi, noi, in questo mondo che viene detto invisibile, la comprendiamo perfettamente, perché non bisogna mai sopravvalutare le proprie forze.
[..] La donna che gli dice: “no, non ho la forza di accoglierti” ha pienamente il diritto di farlo, ma se lo rifiuta con disprezzo, come una cosa nauseabonda, è qui che l'errore comincia, ed è qui che si semina la morte.

Ancora una volta, amici, rispetto di tutto ciò che èrappresenta per tutti un dovere nei confronti della Vita, una necessità individuale e collettiva, una responsabilità.

E' qui, vedete, che comincia l'amore, anche se ancora non ne porta apertamente il nome. Il rispetto è il seme dell'amore, la prima lettera del suo alfabeto; è il rispetto che allarga le sbarre di tutte le prigioni dell'universo, a cominciare dalle prigioni interiori, quelle che ci progettiamo da soli, e quelle di cui iniettiamo l'immagine nel cuore degli altri.

La dignità è la nobiltà innata propria di tutte le forme di vita, quale che sia il loro stato di completezza o di realizzazione; una nobiltà che nessuno dovrebbe permettersi di toccare.

Non è la pesantezza del carico che fa sì che si riesca o no ad accettarlo e ad avanzare con esso, ma il modo in cui lo si guarda, il colore che gli si presta.

Quando piantiamo cose non dette, ne raccogliamo, per forza, un giorno, i fiori. Tutte le volte che indietreggiamo di fronte a un ostacolo, possiamo star certi che stiamo già prendendo il prossimo appuntamento con esso.

… mi sono reso conto di come i sensi di colpa siano un vero e proprio veleno.

Spesso bisogna perdere qualcosa per accorgersi che quel qualcosa ci manca… La libertà che ci è data è presente per aiutarci a prendere coscienza di questo. Capisci… il dono della libertà implica una quantità di piste sbagliate, nei cui solchi restiamo impantanati fino a quando non siamo obbligati a riconoscere la nostra orgogliosa testardaggine.

Tutti abbiamo ragione nell'universo in cui abitiamo, vedi… Perché un universo prima di tutto è una realtà interiore che ci forgiamo, e in cui poniamo elementi che sono in sintonia con noi. Dunque, la ragione si sposta e si modella a seconda della levatura che riusciamo a raggiungere. In questo è simile alla Verità… Non perché sia illusoria, ma perché si compone di una quantità di sfaccettature. Perlopiù, là dove ci troviamo, non riusciamo a percepire il diamante pluridimensionale della Vita per la semplice ragione che il nostro occhio è incollato al perimetro di una sfaccettatura soltanto.

Anch'io, sai, mi sono ribellato tante volte prima di essere in grado di parlarti in questo modo. La capacità di ribellione è precisamente uno dei doni inestimabili che la Forza vitale ha posto in noi; è un'energia dinamica, e di conseguenza salutare.

La Via o il Divino spesso ci danno l'impressione di ingannarci, di alimentare l'ingiustizia, ma credetemi: non c'è solo ostacoloche sia privo di senso.

- Stai cercando di dirmi che ci rendiamo più fragili appena cominciamo a porci degli interrogativi autentici…
- E' evidente! Se ci si interroga su che cosa ci sia prima e dopo lo spazio di una vita, se si accetta di affondare fra i come e i perché, il primo rischio che corriamo è quello di avere le vertigini. Ed è qui che può accadere che l'organismo fisico perda il ritmo… fino a quando gli spunteranno le ali da tutte e due le parti del cuore, che gli faranno ritrovare l'equilibrio, dopo anni di sofferenza e di sforzo.

E' affar suo… Le decisioni che prende, sono sue. Ma è una brava persona: non riuscirà a mentirsi per sempre, in un riflesso automatico di protezione. Lo sai bene… la realtà dell'anima non è opzionale. Anche se la si nega ci segue sempre, e finisce prima o poi per ricomparire.. A volte, l'Intelligenza della Vita mette in atto degli scenari così incredibili!vedi, È.? Bene, ora sono convinta che il fatto di aver rifiutato un bambino sarà per lei l'occasione di scoprire un'altra dimensione di sé. Il muro che dovrà abbattere, è quello dei suoi sensi di colpa.accade così alle persone che soffrono nell'anima; sono prigioniere di un solco, magari soltanto perché non riescono a capire il senso profondo di quello che vivono, perché non possono, nella nostra cultura condizionante, volare alto.

Ma le nostre lotte, siamo noi a deciderle! [..] Se ti lasci divorare da un passato che ti fa male, entri in guerra contro la parte di te che non ti piace o di cui ti vergogni, e non farai altro che ricoprirti di armature successive, in modo da dar battaglia incessantemente.la pace, capisci, non significa negare i diritti e le sofferenze nostre e degli altri, non significa chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie, ma avere il coraggio di uscire da un comportamento riflesso quasi genetico, distruttivo o autodistruttivo. Quante cose aspettano d'essere costruite!

Mi ascolti, È? Guardami.. Non sei più mia madre, e io non sono più tua figlia. In realtà, siamo soltanto due esseri umani che cercano di avanzare come possono. A volte insieme, a volte ognuno per conto suo… ma sempre nel modo migliore possibile. Sì, ci accade di scrivere belle pagine di cui andar fiere, e poi altre che abbiamo voglia di strappar via, accartocciare e gettare nel cestino. E allora? Ciò che è accaduto probabilmente doveva accadere… La libertà di dirigere la propria vita, sta anche nella libertà di non capire sempre tutto, di non avere sempre tutto sotto controllo. Anche questo fa parte della bellezza di un essere, non credi?

Quello che voglio dire è che la tristezza, il rimorso e tutto ciò che assomiglia a questo, sono una cosa che ci si abitua in fretta a portare sempre con noi! Finiamo per dimenticare che queste cose ci seguono, e che sono loro a scegliere persino il motivo della tappezzeria dei muri della camera. Si appiccicano alla pelle dell'anima, e se accade che uno se ne accorga e che non li voglia più, continuano ad autoinvitarsi malgrado tutto, perchè hanno fatto il nido dentro di noi…

Allora, È., reagisci in fretta! E' questo che sono venuta a dirti. Muoviti, inventa, ma non rimanere qui! La Vita ha bisogno di passare attraverso di te, e può farlo in mille modi diversi. Non c'è niente che devi combattere: le tue imperfezioni, le tue debolezze? E poi? Un essere umano non è una macchina progettata per deare sempre la stessa risposta, non è un robot dai gesti impeccabili, ed è proprio per questo che, anche in mezzo alle difficoltà, può manifestare la sua grandezza. Anzi, forse in mezzo alle difficoltà!

No, non è facile, è vero… Ma sapersi risollevare vuol dire imparare a non perdere di vista l'essenziale…

La Vita mormora all'orecchio che noi tutti, quando ci incontriamo, ci affrontiamo e a volte ci chiudiamo le porte in faccia fino a rifiutarci, ma ciononostante continuiamo a scrivere insieme lunghe storie in comune, storie in cui la suprema ricerca è quella dell'amore.

L'amore! Già, la grande parola! Ma quale amore? Forse, stranamente, si comincia dall'amore per se stessi. Non un amore narcisista, ma l'amore per Ciò che abita in noi, che ci spinge eternamente ad avanzare. Questo amore per se stessi è amore per il Divino, Forza che si intrufola ovunque. Ovunque! Fino a germogliare in quelli che scambiamo per abissi profondi.

E' la Vita, e null'altro, che vuole risollevarsi in noi e cerca, dopo tanti meandri, di insegnarci a guardarci con tenerezza.

Però, pensa che chi non incontra mai la nebbia non si assume mai il rischio di trasformarsi in meglio.

Avere l'impressione di essersi sbagliati non è una cosa grave. Lo è invece non tentare nulla, non scegliere nulla, trovarsi sull'autostrada di un'esistenza e continuare a controllare che la cintura di sicurezza sia ben allacciata. E' qui, che moriamo!

Ma al di là di tutto questo, vedi, quando si va verso un'altra persona di cui ignoriamo tutto o quasi ci dirigiamo prima di tutto verso noi stessi, per fare indietreggiare le notre frontiere, riconoscere, infine, che esse non esistono. Attraverso questo “altro” che vogliamo amare, andiamo cercando noi stessi, e talvolta ci chiamiamo disperatamente… indipendentemente dal fatto che questo “altro” sia un bambino da portare nel ventre, da adottare, oppure un adulto da avvicinare.

Già, casa miacrediamo nel Divino, ma non come si fa sulla Terra. Sappiamo che siamo partecipi della Sua Forza, che la nutriamo, che la costruiamo, e soprattutto che non è affatto esterna a noi.

Come i colori dell'arcobaleno, ci sono anime necessariamente più timorose, più riservate, e altre più entusiaste e combattive. Basta questo a indurre un comportamento di un certo tipo nel momento della nascita, senza che sia necessario riferirsi automaticamente a una caratteristica risultante dal passato.

D'altro canto, è certo che quando una prova da passare viene decisa da noi o da coloro che ci guidano sull'altro versante della vita, in quel momento essa ci appare di solito molto meno pesante di come sarà concretamente, quando ci troveremo di fronte ad essa. Il fatto di abitare un corpo fisico ci fa perdere quota, e dimentichiamo le ragioni profonde della particolarità del nostro cammino.cosa è però assolutamente certa: queste ragioni hanno l'unico scopo di pacificare sempre più il nostro essere essenziale. Il Divino in espansione attraverso di noi, di esistenza in esistenza, lavora alla Sua fioritura, senza che la nostra percezione dello scorrere del tempo Lo influenzi minimamente. Sa dove vuole condurci, e ci riesce al Suo ritmo, spesso attraverso meandri incredibili.

Non si tratta di cancellare con una gomma ciò che è stato scritto in noi, da noi stessi, bensì di comprenderne il significato, l'insegnamento, e volare alto rispetto al tutto. Nulla va mai vissuto come se fosse irreparabile o drammatico, ma nulla andrebbe neppure vissuto come se fosse una quisquiglia.


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